FERRARIORestano gravissime le condizioni di Luca Ferrario, il ciclista di 28 anni investito sabato mattina alla rotonda tra il Sempione e viale Cadorna. Nella giornata di sabato Ferrario è stato sottoposto a due interventi chirurgici e ha subito tre

diversi arresti cardiaci, ma i medici sono riusciti a intervenire in tempo per rianimarlo. Ieri mattina le sue condizioni sembravano finalmente un po’ più stabili, ma la prognosi resta riservatissima e il 28enne non può ancora essere dichiarato fuori pericolo. Se non interverranno ulteriori complicazioni, nei prossimi giorni Ferrario potrebbe essere sottoposto ad altri interventi chirurgici che sarebbero già stati programmati. L’incidente di sabato ha profondamente scioccato il mondo del ciclismo, perché nell’Alto Milanese ma non solo, quello di Ferrario è un nome conosciutissimo. Ad andare in bici Luca aveva iniziato a sette anni, quando correva nella categoriaGiovanissimi del Busto Garolfo e aveva stupito tutti vincendo una gara a Rescaldina, dopo aver doppiato tutti gli altri concorrenti. Aveva i numeri per diventare un campione, di questo era convinto anche il direttore sportivo del Team Overall di Pasturana, Massimo Subrero, che apprezzandone le doti aveva tentato in tutti i modi di lanciarlo come corridore professionista. Purtroppo l’occasione giusta non era mai arrivata, ma di categoria in categoria Ferrario ha continuato a correre fino a qualche mese fa per la Ciclistica Biringhello di Rho, che poi lo aveva voluto come direttore sportivo degli Esordienti. Perché Luca non va solo forte in bici, ma è anche un ragazzo con la testa a posto che sa trascinare i compagni. Ecco perché nessuno tra quelli che lo conoscono sa spiegarsi come sia stato coinvolto in un incidente tanto grave. È vero, in gara Ferrario era caduto più di una volta, in un paio di occasioni si era anche rotto una clavicola. Ma quando si pedala in gruppo sono cose che succedono, altra cosa è invece l’allenamento. Pedalando in mezzo al traffico la prudenza è d’obbligo e bisogna avere cento occhi. Chi lo conosce è sicuro che Luca non avrebbe mai affiancato un camion in curva, tanto più in una curva stretta che lui, residente a Nerviano, conosceva bene per aver percorso centinaia di volte. Eppure sabato mattina poco dopo le 9 qualcosa è andato storto, e mentre Ferrario arrivando da San Vittore Olona stava entrando nella rotonda, una motrice di camion diretta verso l’autostrada lo ha toccato, forse agganciandolo e trascinandolo per qualche metro. Il camionista ci ha messo un paio di secondi a realizzare quello che stava succedendo, quando la motrice si è fermata ormai era troppo tardi. La bici di Luca era stata stritolata dalle ruote, lui era ferito a terra. Ora non resta che sperare.